Patrizio Ligabue
Live Solo
Undici brani (6 con 6 diversi didjeridoo, 2 con le koncovka, 1 con la fujara, 1 con la dan-moi vietnamita e armonici vocali e 1 con solo voce difonica) per circa un ora e mezza di musica.
Patrizio Ligabue
Undici brani (6 con 6 diversi didjeridoo, 2 con le koncovka, 1 con la fujara, 1 con la dan-moi vietnamita e armonici vocali e 1 con solo voce difonica) per circa un ora e mezza di musica.
di Roberto Laneri
In verità, due sono gli universi su cui meditare: quello del suono e quello del non-suono. Ebbene, il non-suono si raggiunge solo attraverso il suono… (dalle Upanisad, t.d.a.)
Non so se e in qual misura il non-suono sia stato raggiunto dai membri del gruppo, sia presi singolarmente sia in quanto PRIMA MATERIA, so soltanto che la richiesta (del resto prevedibile) di scrivere qualcosa in questa occasione è stata veramente faticosa da portare a termine. La sensazione prevalente, ogni volta che cercavo degli argomenti, era di un vuoto totale che da una parte mi induceva ottimisticamente a credere di aver raggiunto la cessazione del dialogo mentale (il non-suono), dall’altra mi ricordava una scadenza, sgradevole come tutte le scadenze. Mi sono chiesto il perché di questa difficoltà, e la conclusione è stata che, come mi disse uno spettatore dopo un concerto al Metamusik Festival di Berlino “it’s not easy to sing the PRIMA MATERIA”… Read the rest of this entry »
Dopo ogni seminario si riflette, sia da fruitori sia da relatori. Da entrambe le parti si impara qualcosa, e quindi ci si chiede cosa.

Photo by Tran Quang Hai
Anche il recente seminario sul Canto Difonico inserito nell’ambito della 13° Rassegna Musica Diversa – Omaggio a Demetrio Stratos mi ha fatto riflettere, perlomeno per la parte di apertura che mi ha riguardato:
Questa iniziativa è appena nata per cui contiamo sull’interesse e la curiosità di quante più persone possibili.
Dopo una chiaccherata/riflessione – di fronte a un buon bicchiere di acqua fresca rigorosamente liscia – sulla solita ottusità culturale tutta italiana, Roberto Laneri e Marco Tonini decidono di provare anche questa strada.

Obiettivo del network Canto Armonico è divulgare quanto più possibile la cultura – e la pratica – del canto armonico nel nostro paese attraverso l’intervento di chi se ne occupa, … Read the rest of this entry »
Nell’ambito della 13ª Rassegna di Musica Diversa “Omaggio a Demetrio Stratos” che si terrà il 19 e 20 giugno 2009 presso Alberone di Cento (FE), vi segnalo il Seminario sullo strumento voce, tenuto dal sottoscritto, Tran Quang Hai, Albert Hera e Boris Savoldelli.
Ecco i dettagli:
31 agosto – 5 settembre 2009
Chiusi della Verna- Arezzo
My experience is very simple. I think that my greatest guru was to try and to find right positions, right sounds, right resonances, every day.
This is normal.
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LABORATORIO
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Great music and sounds by Roberto Laneri, international guru about Overtone Singing & Co.. It is a very particular CD, we can listen didjeridoo, overtone singing, indian and oriental instruments, all the clarinet-sax category and audio processing. Read the rest of this entry »
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Mariolina Zitta created this audio cd using bat calls and other sounds, voice, logs with sticks, overtone singing, tibetan bowls and didjeridoo (Lorenzo Pierobon), steps through the cave, mouth bow, seed rattle, shingle, …

Patrizio Ligabue – didjeridoo e overtone singing – e Simone Copellini – tromba, synth, guitars, guitar bass, programmer – hanno sfornato questo particolare cd.
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sabato 23 agosto 2008
TEATRO GIARDINO PALAZZO ZUCKERMANN
Corso Garibaldi – Padova
You can find other artists here.
www.brunoamstad.com ![]()

Enorme sorpresa, il paragone con Demetrio Stratos vien da sé, basterebbe ascoltarsi il CD solo-voice Tiniest Sparks, ma per me sarà sempre e comunque fuori luogo.
Lui è Bruno Amstad, punto e basta.
Estensione vocale e mezzi tecnici notevoli uniti a un repertorio che spazia dalla sperimentazione al rock-funk-soul fino all’overtone singing fanno di lui un artista e vocalist versatilissimo.
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Big surprise, if you listen his solo voice CD Tiniest Sparks you think about Demetrio Stratos.
No, he is Bruno Amstad, period!
He is a very versatile vocalist, thank to his remarkable vocal extension, vocal technique, and his experimental-rock-funk-soul-overtone singing repertoire.
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Intro
Overtones
and from Tiniest Sparks:
60°N/142°W
Monk in exile
Without roots part II
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You can find other artists here.
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A gentile richiesta,
premessa:
L’ordine numerico attribuito alla sequenza formantica è in relazione alla frequenza crescente, e cioè partendo dalla frequenza fondamentale o primo componente armonico. La frequenza fondamentale Fo per definizione è di frequnza minore rispetto a tutti gli armonici che costituiscon il medesimo suono.
A livello molto generico il 1° formante è costituito dai primi armonici – alcuni, dipende dalla struttura dell’evento sonoro – partendo dal primo componente armonico, il 2° formante da alcuni armonici seguenti (e quindi di frequenza superiore), e così via.
Eempio:
Ciò che invece determina la quantità di componenti armoniche costituenti un formante è in relazione all’intensità.
Formante: concentrazione di energia in una certa banda frequenziale

In questa figura si può notare come all’asse x sia assegnata la frequenza, con lettura da sin a dx, all’asse y l’intensità, dal basso verso l’alto ed espressa in decibel (dB) – anche se la numerazione è inversa (- 90 dB corrisponde a silenzio, 0 dB al massimo volume prima che il suono possa distorgere).
Il picco formantico è determinato dall’armonico con intensità superiore a quelli appartenenti allo stesso formante.
Nella figura si nota come il picco di F1, 1° formante, sia di circa 550 Hz, corrispondente appunto alla componente armonica (in questo caso h2 – secondo armonico) con intensità maggiore in quel formante.
Domanda: dato un qualsiasi armonico x con frequenza y posso risalire alle frequenze di tutti gli altri appartenenti a un medesimo evento sonoro?
Si, a patto di conoscere la posizione numerica dell’armonico x.
Nel nostro caso il secondo armonico h2 è di frequenza 550 hz; per la regola secondo qui tutti gli armonici sono multipli interi del primo, sarà sufficiente:
550 : 2 = 275 hz = Fo, 1° armonico
E se volessi determinare la frequenza di h4?
275 * 4 = 1100 Hz
(oppure h2 * 2 = h4 per cui 550 * 2 = 1100 Hz)
Ora iniziano i problemi; non è sempre semplice individuare i formanti, soprattutto decidere se un armonico appartiene a tale formante o a quello successivo – o precedente.
Risulta quindi molto chiaro come sia molto semplice individuare il picco di un formante, la vetta, ma non la sua larghezza, (campana o Q).
Per capirci, un armonico potrebbe trovarsi sul confine tra un formante e l’altro, e qui deve intervenire la sensibilità e l’esperienza dell’operatore.
Attenzione anche a non fidarsi troppo dei software dedicati, non ancora in grado ad esempio di individuare e riconoscere i controformanti, formanti al contrario, avvallamenti, fosse, non picchi, che sono determinati solitamente da eccessive risonanze vocali nella cavità nasale.
Finalmente ho ritrovato questo splendido filmato.
Dura parecchio, ma ne vale la pena.
I have recovered this great video. It is very long, but I suggest you to see it.
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L’Accademia d’Arte Musicale di Verona propone due seminari sul canto armonico, didjeridoo e massaggio sonoro
IL CANTO ARMONICO: TEORIA E PRATICA MEDIANTE L’UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE
TERTIUM AURIS & VOCAL HARMONICS IN MOTION
relatori Lorenzo Pierobon e Marco Tonini
COMPRENDERE L’EMISSIONE VOCALE, IL CANTO ARMONICO
E IL DIDJERIDOO MEDIANTE L’AUSILIO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE
relatori Mauro Graziani, Moreno Papi e Marco Tonini
Per i dettagli vedere in WORKSHOP.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
Elisabetta Zucca
+39 338 1225171
elisazucca@hotmail.com
L’Accademia d’Arte Musicale di Verona propone un seminario sulla fisio-acustica del suono vocale e in particolare del canto armonico, particolare tipo di emissione che consente di isolare acusticamente, e produrre, alcune particolari vibrazioni dette componenti armoniche, costituenti tutte insieme il suono vocale così come generalmente viene udito.
Conducono Lorenzo Pierobon e il sottoscritto, sabato 8 marzo 2008, presso il Centro Studi Carraro di Verona.
Per visionare la locandina col programma: tertium-auris-vocal-harmonics.pdf
Per chi fosse interessato contattare:
Elisabetta Zucca
elisazucca@hotmail.com
+39 338 1225171
oppure contattate me, o lasciate un commento al post.
Il seminario è rivolto a quanti desiderino comprendere le tecniche dell’overtone singing e sperimentare le sue applicazioni pratiche partendo dall’analisi fisio-acustica del suono vocale. Non si richiede alcun requisito musicale, se non la passione e una buona dose di curiosità per il proprio personale strumento vocale.
MUSICOTERAPIA E VOCE
IL METODO VOCAL HARMONICS IN MOTION®
UN APPROCCIO TRANSPERSONALE ALLA MUSICOTERAPIA
METIS – MILANO CORSO BUENOS AIRES, 64/D
5 FEBBRAIO 2008 – ORE 21.00
CONFERENZA – INGRESSO LIBERO
Relatore
Lorenzo Pierobon
Lorenzo Pierobon, musicoterapeuta e cantante “atipico”specializzato nell’uso dell’overtones singing in ambito terapeutico, affianca all’attività concertistica corsi e seminari dedicati allo sviluppo della voce in armonia con la respirazione, il movimento e la meditazione.
Si parlerà di
suono come modalità di cura
Ricorrere al suono come cura ha origini antichissime. I nostri antenati si servivano di ritmi e canti, durante riti propiziatori per la fertilità, la nascita, il raccolto. Suoni e musiche evocavano spiriti, entità, antenati e si trasformavano in una vera e propria medicina per le malattie. Gli uomini del passato avevano già compreso la forza attiva del suono e il suo potere di influenzare l’essere umano a livello fisico e mentale, emozionale e spirituale. Il canto, poi, coinvolge tutto l’apparato fonatorio, la lingua, la laringe, il petto, l’addome. Stimola l’epifisi, la ghiandola pineale che produce melatonina, ormone regolatore del sonno e del riposo, rimedio fondamentale, per prevenire vecchiaia e depressione. La melatonina naturale, che rimane in circolo nell’organismo più a lungo, è assai più efficace di quella che si assume in pillole. Proprio per questo, cantare, come ascoltare certa musica, provoca un senso di rilassatezza e benessere, aiuta a combattere stress e frenesia della vita quotidiana, dà una mano per intraprendere un percorso interiore.
Vocal Harmonics in Motion®
E’ un metodo che utilizza tecniche miste, ideato da Lorenzo Pierobon. Si associano vocalizzazioni e movimento. Più precisamente si intonano canti armonici, una tecnica per mezzo della quale si riescono ad emettere due suoni contemporaneamente. Poi, si praticano posture ed esercizi del Qi Gong, l’antica disciplina psicofisica cinese che risale a più di tremila anni fa. L’obiettivo è di accordare tutto il corpo per l’emissione vocale e di aumentare la mobilità e la flessibilità degli organi che concorrono alla fonazione, lingua, laringe, petto, addome. Lo scopo è rinvigorire e rivitalizzare i centri energetici, ridurre stress e stati di tensione. Viene utilizzato per trattare sindromi depressive. Riabilita l’apparato fonatorio.
Consente di riscoprire il piacere della propria voce, aumentare, la creatività e la propria autostima. Il metodo prevede rilassamento guidato, esercizi di respirazione diaframmatica, ascolto profondo di musica d’atmosfera, ambientale. Seguono esercizi di movimento Qi Gong e si conclude con vocalizzazioni. Si viene avvolti da un massaggio sonoro, una sorta di bagno musicale rigenerante. Quando si è in gruppo, si lascia anche libertà di improvvisazione guidata dal musicoterapeuta.
Musicoterapia passiva consiste nell’ascoltare una musica appositamente composta o scelta dal terapeuta.
Musicoterapia attiva ha come scopo principale quello di creare la comunicazione. E’ un metodo molto utilizzato sia con bambini che con adulti. Il dialogo e la comunicazione vengono stimolati da un mediatore sonoro che permette all’individuo di manifestarsi, di esprimersi e di essere accettato dagli altri e integrato nel gruppo. altro/del gruppo, prima tappa dell’inserimento sociale
Dove
METIS è un Centro Studi, Formazione e Terapia. Punto di incontro tra Medicina, Arte e Movimento nel quale Medici,Terapeuti, Formatori, Artisti, Maestri sviluppano ricerche integrate nell’area del disagio fisico e psichico, individuale e relazionale, impostano terapie che immettono la creatività, il movimento, la relazione, l’energia nei protocolli scientifici, insegnano le tecniche professionali e la pratica comunicativa, progettano e sviluppano programmi di solidarietà, lavorano in gruppo con discrezione ed etica.
via Plinio, 1 – 20129 – Milano segreteria@metisonline.it
tel/fax: +39.0229515510
corso Buenos Aires, 64/d – 20124 – Milano www.metisonline.it

Il bravo overtone-singer Stuart Hinds mi ha appena spedito questa sua composizione. Al di là dei personali gusti musicali, Stuart affascina per la sua capacità di produrre due melodie differenti.
Ne abbiamo già parlato in precedenza in uno dei primissimi post di questo blog e con Renaissance Man, particolare contrappunto a due con il quale Stuart ricalca stilemi dorici e lidii.
Qui invece abbiamo un brano di tutt’altra fattura, accompagnato da un tappeto di strings che inevitabilmente passa in secondo piano rispetto alle bi-sonorità che riesce a ottenere.
Stuart Hinds – Away in a Manger
Il seminario che si doveva tenere insieme a Verona è stato spostato in primavera 2008. Vi terrò informati.
Non ha certo bisogno di presentazioni.
Nel senso che chi si occupa di etnomusicologia o sperimentazione vocale lo considera certamente un guru.
Ispiratore (maestro è un termine che non mi piace) per Demetrio Stratos, David Hyke, Roberto Laneri ed altri “grandi” studiosi e performers dell’overtone singing, il vietnamita Tran Quang Hai può essere considerato colui che maggiormente ha contribuito alla divulgazione in occidente della tecnica del Khoomeilakh, tipica del canto degli armonici praticato a Tuva e in Mongolia.
Da molti anni si dedica allo studio fisiologico del canto difonico.
Recentemente ho scoperto che partecipò alla preparazione per un’esecuzione di Stimmung di Stockhausen, eseguito al Festival International de Musique Contemporaine d’Angers nel 1988, come vocal trainer dei sei vocalisti.
Da un’intervista a cura di Albert Hera:
…
Sono le aretinoidi a creare la voce patologica. Pensate alle persone malate di aretinoidi (mentre spiega, Tran quang invita Alberto a toccargli la gola e a sentire le differenze che si creano parlando e cantando usando o non usando le aretinoidi). Non si usano le corde vocali false, ma le aretinoidi. Grazie ad esse si ha un suono molto potente al di fuori. Con questo canto, inoltre, si potrebbero avere molti risultati nella rieducazione della parola di quelle persone che non hanno più la voce. Mentre le persone normalmente non parlano con le aretinoidi, io vi posso dimostrare di saperlo fare. Come fa Poppey di Braccio di ferro o Louis Amstrong: questi aveva persino i polipi! (canta come Louis Amstrong). Se sai dov’è la parte che fa vibrare la tua voce puoi trasformarla. Pensate ai Monaci tibetani. Molte persone sono convinte che essi preghino utilizzando i subarmonici, ma non è vero. Questi monaci pregano con la voce vera e cantano fino a 65-70 hertz..La tecnica è per lei una componente fondamentale?
La tecnica del canto difonico mi permette di avere un controllo completo del mio corpo; mi permette di avere una concentrazione e soprattutto di ampliare la mia capacità di meditazione: la meditazione non è altro che fissarsi su una cosa senza pensare a niente altro. Se voi provate a tenere un armonico fisso senza farlo vibrare otterrete la concentrazione. Il canto difonico mi permette di avere la concentrazione nella mia meditazione.
Che cosa pensa di Demetrio Stratos?
Aveva imparato da me nel 1977 in Francia. Venne da me con un impresario che mi disse che il maestro Demetrio Stratos voleva apprendere le mie tecniche di canto. Rimase con me per due ore e imparò tutto. Dopodichè, tornato in Italia, utilizzò gli esercizi appresi per le sue ricerche personali.
Eccovi due esempi di canto in modalità sygyt, khoomei e kargyraa (esecutori anonimi):
Delucidazioni alla pagina OVERTONE SINGING.
David Hykes viene considerato uno dei massimi studiosi e ricercatori “occidentali”, dal 1975, sul canto degli armonici.
Ad un primo ascolto ho avuto l’impressione che l’enorme quantità di riverbero utilizzato fosse stucchevole quanto noiosa.
Però perfetta, giusta per questi suoni.
Se poi si pensa che la riverberazione è naturale (si esibiscono in un enorme acquedotto)…
Eccovi tre excerpt dal loro sito:
Mountainside morning
Noctilucent clouds
Primeval forest
Spectrogram di Mountainside morning:
zoom in fino a 2800 Hz per evidenziare meglio le variazioni armoniche e formantiche

Ho ascoltato molti suoi brani.
Secondo me la sua produzione può essere classificabile in due tronconi:
Eccovi alcuni audio excerpt (per un ascolto rapido cliccate su PLAY dopo aver scelto il file link):
Hymn
My Tuva
Deep blue
Red orange
Violet silver
spectrogram di Hymn – purtroppo il formato jpg elimina molti dettagli:
E’ interessante notare come vi sia una ben definita conformazione formantica tra i 3000 e i 5000 Hz (nulla a che vedere con l’extra formante di canto), e come la sequenza degli armonici sia chiara ed evidente in quasi tutta la banda udibile.
L’analisi dello spettro mediante FFT evidenzia situazioni alquanto interessanti:
Una curiosità:
ho notato che osservando questo spettrogramma (Hymn) sullo schermo LCD del mio notebook ondeggiando il capo a destra e sinistra ripetutamente, si ha l’impressione che appaia in 3D, simile all’effetto che offre uno stereogramma.
Bah! forse ho dei problemi…
Ecco qualche informazione su Sainkho Namtchylak da Wikipedia:

Sainkho Namtchylak
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Sainkho Namtchylak (nata nel 1957) è una cantante siberiana.
Biografia
È nata in un villaggio della repubblica ex sovietica di Tuva, nella Siberia meridionale, vicino al confine con la Mongolia.
Entrambi i genitori erano insegnanti. Ha studiato musica al conservatorio locale e ha completato gli studi a Mosca, diplomandosi in canto all’Istituto Gnesinskij.
Ha studiato inoltre le tradizioni siberiane lamaiste e sciamaniche, così come gli stili di Tuva e della Mongolia di canto Xöömej.
Ha esordito come cantante folk con il Tuvan State Folk Ensemble, poi ha cominciato a farsi conoscere all’estero con canzoni raccolte sotto il titolo “Out of Tuva”.Nel 1988 Sainkho ha inizato a lavorare con altri musicisti in Unione Sovietica, cercando di fondere la tradizione etnica con lo stile moderno.
Ha fatto parte del complesso jazz di San Pietroburgo “Tri-O” insieme con Sergej Letov (sassofono), Arkadij Kiritschenko (tuba) e Alexander Alexandrov (fagotto), suscitando l’attenzione della stampa occidentale a causa del suo aspetto esotico: minuta, lineamenti orientali, testa rasata, sari di seta multicolori, sciarpe sontuose e tute di canapa grezza.
Sembra che nel 1997 sia stata aggredita da un gruppo neonazista russo che la lasciò in coma per due settimane (anche se le fonti discordano e altre affermano che sia stata operata per un tumore cerebrale maligno); in ogni caso, il 1997 ha segnato un cambiamento nella sua carriera: da allora vive a Vienna e ha fatto soprattutto incisioni da solista.
Nel 2006 pubblica il suo primo libro con cd audio allegato Karmaland Liberodiscrivere Edizioni
Discografia essenziale
- Lost Rivers (1987)
- Out Of Tuva (1993)
- Time Out (1997)
- Letters (1997)
- Naked Spirit (1998)
- Stepmother City (2001)
- Who Stole The Sky (2003)