Fidarsi?

Nel corso degli anni ho avuto l’occasione di conoscere professionalmente molti

insegnanti di canto

italiani e stranieri.

Ed ovviamente mi sono fatto una mia idea sulla didattica dell’emissione vocale:

vi sono tanti metodi di canto quanti sono gli insegnanti di canto

Non credo di esagerare, è vero che le scuole di pensiero non sono moltissime (per fortuna, altrimenti sai che guaio), ma ogni didatta integra mediante le proprie esperienze e conoscenze acquisite.

In qualsiasi disciplina è fondamentale avere qualcuno che ti comunica il suo sapere, che non è mai assoluto, affinchè ce ne si appropri, lo si faccia proprio. Credo che tramandare il sapere sia qualcosa di sacro, un’arte difficile quanto necessaria per apprendere.

Tempo fa trovai una notizia in rete per me alquanto allarmante:

qualcuno aveva deciso di stilare una classifica delle scuole di canto italiane in base alla loro affidabilità.

Ora, anche se prendessimo in esame solamente un campione costituito da un centinaio di scuole, quanto tempo occorrerebbe per testarle?

Io parto dal presupposto che per verificare l’efficacia o attendibilità di un insegnante non posso assistere solamente ad una o due sue lezioni, nè tantomeno verificare le sue cognizioni chiedendogli se conosce il ruolo delle aritenoidi o della formante alta di canto.

Non solo, ma parliamo di scuole di canto lirico o “moderno”?

Se mi chiedessero di effettuare tale indagine (rifiuterei, ma se dovessi …) credo che sarebbe per me necessario partecipare alla vita didattica di ogni insegnante, assistere a molte sue lezioni, dovremmo confrontarci per verificare le rispettive conoscenze, tramandarci a vicenda il proprio sapere. In termini di tempo penso che occorrerebbe qualche mesetto.

Per 1 insegnante.

Me ne rimangono altri 99.

Ok, potrei farmi aiutare da molti assistenti-collaboratori, ma sono sicuro che non saremmo in grado di mantenere i medesimi criteri di valutazione.

Insomma, mi sembra un’indagine improponibile in quanto irrealizzabile in tempi brevi, e proprio perchè poco obiettiva nella sua classifica finale, deleteria per l’arte del canto stesso.

Trovo che l’unico modo per verificare la validità di un insegnante sia quello di provare sulla propria voce, con tutti i rischi che ne conseguono, è ovvio (soprattutto fisiologici ed economici).

Ma con un pò di:

  • intelligenza = non badare a frasi del tipo “ho sentito dire che quell’insegnante non sa …”
  • accortezza = sapersi ascoltare e avvertire quando qualcosa non va
  • buon senso = essere curiosi e chiedere sempre spiegazioni

si può arrivare al più sacrosanto obiettivo per uno studente.

FIDARSI

.

11 thoughts on “Fidarsi?”

  1. Ho letto il tuo articolo sugli insegnanti di canto ed in qualità di cantante io stessa devo ammettere che hai proprio ragione. Nel mio caso, io iniziai a studiare canto a 19 anni con un’insegnante che mi reputò essere un soprano leggero.
    Dopo circa un anno io sentii qualcosa che nella mia voce non andava più, (mi stancavo quando finivo di cantare…) e decisi di provare un altro insegnante. Ne trovai uno che mi disse che io non potevo essere affatto un soprano leggero, bensì un lirico spinto e iniziai di nuovo a studiare un’impostazione del tutto diversa dalla precedente…
    La storia non è finita, continuai così cambiando ben sette insegnanti finchè trovai per me il mio “padre spirituale del canto ” che pur non essendo lui un cantante mi fece veramente capire cosa vuol dire cantare, emettere un suono, fare della musica vera.
    Non svelerò mai il suo nome, è un segreto che voglio tenere per me.

  2. Secondo me non esiste l’insegnante di canto per eccellenza.
    Partiamo dal presupposto che insegnare a cantare preveda la conoscenza fisiologica dell’apparato vocale, la conoscenza della fisioacustica del suono vocale ed una buona dose di sensibilità (nella quale inserisco conoscenza del repertorio e conoscenza delle dinamiche articolatorie e fonatorie dell’emissione sia lirica sia leggera sia sperimentale).
    Sono aspetti che potrebbero non essere sufficienti per uno studente, perchè non scatta quel feeling che si ipotizzava.
    Tuttavia potresti incontrare il tuo insegnante, colui che ti mette a tuo agio, sa capire le tue problematiche, ti trasmette non solo conoscenze ma sensazioni.

  3. Caro Marco personalmente credo che oggi, purtroppo, i bravi insegnanti cosi’ come le buone scuole le facciano gli alunni…prendi Seth Riggs e lo speech level singing…(non sono critico nei confronti del metodo..anzi! ma la sua diffusione e mitologia viaggia al ritmo delle star che lo applicano).
    Pero’ un buon insegnante di canto non puo’ prescindere dalla conoscenza della fisiologia (per te sono scontate ma dalle mie parti no!!!!) che poi non la faccia pesare all’alunno e’ un’altro paio di maniche, dovrebbe saper passare da uno stile all’altro senza troppi problemi usare un po’ il piano e soprattutto il non avere paura di lavorare in team con altri professionisti(foniatra e logopedista o vocal trainer)personalmente trovo molto interessanti alcune cose che ho letto del maestro Juvarra, alcune di Seth Riggs, e da j. Estill
    ciao Ago

  4. Sono d’accordo con te.
    Juvarra ha scritto cose veramente interessanti, e così pure la Estill (di Riggs non posso dire nulla).
    Ma ho trovato molto interessante anche Vox Mentis della Cegolea, senza contare i testi del dott. Fussi…
    Questo per confermare come possano ed anzi debbano coesistere differenti approcci alla vocalità, ed in modo complementare.
    La complementarietà la deve trovare ciascuno di noi.
    Tornando al tema fidarsi?, trovo che non sia da sottovalutare questo aspetto; ho conosciuto molti studenti di canto e cantanti in carriera che ad un certo punto hanno sentito la necessità di verificare o sperimentare contemporaneamente con altri insegnanti quanto appreso dal proprio maestro.
    Mancanza di fiducia? Insoddisfazione?
    La scelta di un insegnante dovrebbe essere presa con molta cura e serietà (così come la scelta di un allievo, Star Wars docet), in quanto inevitabilmente si creerà un rapporto di scambio simbiotico.

  5. Hai ragione…la mia esperienza ne e’ un esempio…
    ho avuto sempre fiducia del mio vecchio maestro…e poi…crack un giorno qualcosa si spezza…nella mia voce…
    troppo sforzo…troppa pressione sottoglottica…e le mie corde hanno ceduto…
    visita foniatrica giu’ con la logopedia…e doloroso cambio del maestro…
    ma sai perche’ ho cambiato? Perche’ ho incominciato a studiare quelle cose che ti ho scritto sopra… e ho capito che era tutto sbagliato tutto darifare! Ed oggi vado a lezione di un alunno di Juvarra che lavora con un foniatra (non faccio nomi per privacy) certo io non sono l’alunno che tutti desidererebbero avere (mi porto un bagaglio di tensioni pazzesche) ma questo cambiamento l’ho fatto perche’ ho dischiuso gli occhi grazie a persone come te che scrivono sui forum o su internet e che mettendo a disposizione il loro sapere donano al lettore una conoscenza critica che e’ difficile avere se non si conoscono le cose… purtroppo ancora oggi molti maestri sono dotati di molto carisma (magari immotivatamente) per 2 motivi
    1) magari sono artisti (non troppo famosi)(e qui non giudico).
    2) l’alunno mette nelle loro mani il suo io piu’ nascosto pertanto si farebbe fare qualsiasi cosa da lui…:)(ma qui mi chiedo come si fa ad insegnare solo per imitazione sonora??? senza un minimo ancoraggio alla realta’?!?).
    Sai quante voci si persono dietro alle parole ‘copri’ ‘appoggia!!!!’ gira stringi le ‘chia**e’ … quando in logopedia la pima cosa che ti fanno iniziare ad usare sono i risuonatori per equilibrare l’uso dell’aria…
    Sono stato anni dietro l’appoggio ed oggi sono un marmo.
    Per cui per imparare a chi affidare la nostra voce e quindi fidarsi…bisogna conoscere quello che si vuole fare ed oggi con te abbiamo una opportunita’ in piu’…🙂

  6. Per ribadire il concetto di come personalmente vedo il rapporto colui-che-dà/colui-che-riceve e viceversa, mi sembra esemplare la dedica che la dott.ssa Magnani ed il dott. Fussi hanno inserito all’interno di un loro libro:

    Al nostro maestro e amico Oscar Schindler

  7. Per potervi fidare di un maestro di canto osservate prima di tutto il suo personale prodotto. Se vi convince allora seguitelo(ma sempre a vostro rischio). Diffidate degli insegnanti che non cantano loro stessi o cantano malamente:non saranno mai un buon esempio da seguire. Attenti al plagio! Spesso “racontare il canto” con parole gia’ a noi note, sostituisce il vuoto del sapere dell’insegnante ma ha anche, purtroppo, la forza di placare la sete di sapere dell’alunno. Comunque la scuola di canto e’ in grande pericolo per mancanza di veri maestri quindi abbondanza di impostori!

  8. Per colui che vuole realmente imparare il bel canto l’unica via e’il principio VOX MENTIS. E’ la tecnica del canto “dilatato” che si contappone a quella del canto “costretto” tanto cara ai rochettari e ai insegnanti di conservatorio. Diffidate delle imitazioni come anche degli autori che “rubano” credendo di aver capito tutto! La Scuola di Canto Vox Mentis e’ l’unica che puo’ veramente risolvere il probblema di chi vuole veramente imparare il bel canto: tel 0040 722 715294

  9. Cara Sig.ra Cegolea, sono anni che io raccomando il suo bel libro Vox Mentis a studenti, allievi, o semplici appassionati, perchè lo ritengo veramente innovativo. Nonostante questo non accetto alcune sue affermazioni.
    Partiamo dalla meno grave:
    “Diffidate degli insegnanti che non cantano loro stessi”. Conosco varie persone come me che pur non essendo cantanti professionisti conoscono molto bene le dinamiche fisiologiche e mentali dell’espressione vocale. E piuttosto il discorso da fare è questo: diffidate dagli insegnanti cantanti che il più delle volte non hanno minimamente idea di cosa siano i formanti, o la formante alta di canto, e dove essi si sviluppino all’interno del vocal tract.
    Altro più grave:
    nessuno può venire qui, come in nessun altro blog o sito, ad autoproclamarsi palesemente con tanto di numero telefonico senza il permesso del gestore, in questo caso me medesimo.
    Se me l’avesse chiesto, dato che ho sempre condiviso e apprezzato il suo metodo e ne parlammo al telefono una quindicina di anni fa, avrei anticipato io stesso quello che da tempo ho in mente, un articolo su Vox Mentis.
    Il suo secondo commento rientra nella categoria definita SPAM. Da Wikipedia: Per definizione lo SPAM viene inviato senza il permesso del destinatario ed è un comportamento ampiamente considerato inaccettabile dagli Internet Service Provider (ISP) e dalla maggior parte degli utenti di Internet.

  10. Gentile Signore, chiedo sinceramente scusa per l’errore. Non intendevo e non intendo “farmi pubblicita'” (non avendone nemmeno la necessita’) ma semplicemente aiutare chi ne ha biogno in quanto mi rendo conto della gravita’ della situazione. La prego quindi di considerare il mio intervento esclusivamente in questo senso, in caso contrario di cancellarlo.
    In secondo piano mi consenta di insistere sulla mia convinzione che soltanto colui che esegue lui stesso,consapevolmente, un prodotto canoro, possa indurre un altra persona a fare altrettanto, ottenendone un risultato certo che non sia una semplice imitazione. La parola consapevolmente e’ d’obbligo. E’ l’esperienza di decenni che mi permette di avere tale certezza ed io continuo ad applicarla con successo. La ringrazio per l’ospitalita’ e per le belle parole e spero di non creare altri malintesi; soprano Gabriela Cegolea

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