Anni ’80

In questi giorni ho traslocato.

Unica nota negativa, la mia assenza dal blog, non che prima fossi molto più presente…

Tra gli aspetti positivi, oltre l’aver abbandonato lo smog cittadino e l’inquinamento acustico, mi ha reso felice ritrovare in mezzo a scatoloni vari alcune bobine e nastri di mie incisioni audio degli anni ’80, quando studiavo musica elettronica.

E non le avevo più ascoltate da allora.

Devo trovare qualcuno con un Teac per i bobinoni.

Ho invece ascoltato una cassetta con esperimenti che effettuavo con un campionatore Akai,

una Yamaha DX7 esclusivamente come master keyboard,

un Yamaha CX5 per il sequencing,

un rack rev yamaha digitale di cui non ricordo la serie, un Mac 512 (per farci cosa? mah..),

un Arp 2500,

e un TEAC a 4 piste,

 

all’epoca tutti strumenti in dotazione presso l’aula di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica di Padova; mica male, per essere un corso di musica straordinario.

Mi sono reso conto ancor di più di come il progresso audio-tech abbia influenzato il mio modo di comporre musica elettroacustica – oggi lavoro esclusivamente con campioni vocali, un pc e un software di audio editing. Ho inserito queste apparentemente inutili immagini in onore dei tempi andati e per evidenziare la mastodontica differenza di mezzi tra gli strumenti utilizzati e che utilizzo.

Durante l’ascolto mi è tornata in mente quella tragica sera della strage calcistica allo stadio Heysel del 1985. Mentre delle persone perdevano la vita (lo seppi ovviamente dopo) io stavo eseguendo ad un saggio una mia composizione per pianoforte e nastro magnetico.

Alle sonorità del nastro sovrapposi una totale improvvisazione su uno Stainway gran coda, strumento che in vita mia, pur essendo studente di pianoforte, avevo solamente osservato da lontano con una buona dose di timore.

Bella emozione, avere il mitico Stainway gran coda sotto le dita non per eseguire Chopin o Mozart ma qualcosa di non ancora deciso.

Grazie Alfonso.

Grazie Mauro.

A breve una pagina di audio-ascolti.

5 thoughts on “Anni ’80”

  1. wow che roba!! molta invidia! sai ceh ho pensato molto a te, ho fatto due giorni di workshop con tran quang hai, bellissima cosa. ora mi eserciterò a casa. speriamo bene!

  2. uh, sai su quell’altra pagina dove ci si incontrava? ho avuto difficoltà a spiegarmi. in ogni caso mi sto esercitando, ce la sto mettendo tutta, se riuscissi a far funzionare il software che ho, l’analizzatore di frequenze, forse sarebbe più facile! ho visto solo dopo che è anche tra i tuoi link. in ogni caso due giorni veramente fenomenali.

  3. Ciao,
    bello questo blog. peccato che la mia veramente limitata conoscenza della musica mi impedisca di dire qualcosa che abbia senso….. ciao da Montreal

  4. Ciao Cristina, non ha importanza, trovo che possa essere interessante godersi qualche ascolto nei link che trovi in qualche articolo sull’overtone singing

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