Consapevolezza

Sicuramente la consapevolezza è requisito indispensabile per la trasmissione di informazioni quanto più possibile coerenti e aderenti alle proprie.

Generalmente però ritengo didatticamente più capace un foniatra piuttosto che un cantante in carriera. Ritengo che la foniatria abbia compiuto passi in avanti enormi rispetto a 5/6 decenni fa, pur essendoci ancora molto da capire.

Voglio dire che un foniatra non solo è in grado di spiegare la struttura del sistema fonatorio meglio di qualsiasi insegnante di canto, ma può aiutare a capire e comprendere molte dinamiche più soggettive con termini tecnici e non aleatori, che sicuramente aiutano ma che da soli risultano insufficienti.

Possiede i mezzi per poterlo fare.

Dall’altra parte potremmo avere un cantante bravo con eccezionale controllo psico-fisico, bella emissione, piacevole, omogenea, senza sforzo, naturale, ma assolutamente non in grado di spiegare e tramandare sensazioni appunto soggettive in quanto non supportato da una conoscenza e terminologia tecnica.

A che servono, da sole e isolate, frasi del tipo:
gira il suono – portalo in avanti – portalo in maschera – appoggia – sostieni – fai risuonare in testa – fai come me – etc.
L’immagine mentale sicuramente diviene indispensabile completamento per il raggiungimento di obiettivi che però sono di natura pneumatico-meccanica.

Sappiamo che il vocal tract è soggetto a un’enorme quantità di mutamenti variabili, spesso involontari, ma sappiamo anche che raramente sono da noi ri-producibili con coscienza e consapevolezza di ciò che meccanicamente è avvenuto nella nostra gola.

Secondo me non si dovrebbe disquisire esclusivamente sulle molteplici valenze della didattica vocale o delle varie teorie e tecniche di canto, ma anche sugli apprendisti. Non vi può essere efficace trasmissione di informazioni in assenza di un buon ricevitore. E viceversa.

L’apprendista vocale efficiente è colui che ben si predispone al consiglio altrui (e che più tardi valuterà se buon consiglio o meno), che sa far diventare proprie nozioni , regole e sperimentazioni in quanto comprese e provate sulla propria gola, che si documenta con trattati, libri, saggi, web e altro, e non per scarsa fiducia verso il suo mentore, che ha compreso tutti i meccanismi atti a ottenere un determinato risultato, con tutto il rischio che ne consegue, e soprattutto che riesce a conoscere e accettare i propri limiti, e quando l’insegnante li sta oltrepassando.

Sostanzialmente.

11 thoughts on “Consapevolezza”

  1. Per prima cosa auguri pippozzo o meglio Marco!!
    Sono pienamente daccordo con te su questa valutazione…
    punterei molto sulla fiducia che si ripone nel proprio prof…
    sulla tranquillita’ che ti trasmette una lezione…
    allora la ricerca interiore(fatta con calma e parsimonia) sara’ davvero proficua perche’ qualora si esca fuori binario ci sara sempre una persona che sapra’ cosa e come fare per riportare lo strumento in allineamento…

  2. Una amica cantante mi aveva appunto invitato a consultare un foniatra per analizzare i duecentomila difetti invalidanti di fonazione che mi perseguitano… però per chi non ha una emissione vocale di natura facile e ha dei difetti cronicizzati rieducare la voce mi appare un processo lungo, difficile e soprattutto costoso. Mi sono sempre scoraggiato ancora prima di iniziare.

  3. Caro Vago, auguri anche a te.
    Coniglione, ti consiglierei al limite una visita dall’otorino, è mutuabile, parla col tuo medico. Poi sarà l’otorino stesso a consigliarti. Fammi sapere.

  4. Sinceramente non so quanto un medico otorino possa avere voce in capitolo quando non esiste nessuna patologia funzionale… quanto piuttosto dei difetti nell’emissione canora, dei vezzi, dei limiti connaturati che possono essere superati forse come hai detto tu con una consapevolezza nei propri mezzi (e soprattutto limiti). Ovviamente senza molte pretese… sono stato sempre uno studente pigro e svogliato e un musicista e “compositore” (mi si passi l’espressione altisonante e usata fuori luogo) decisamente naif e dilettante. Di fronte a veri professionisti e persone che sanno e studiano con metodo quello che stanno facendo, come te, soffro di un certo senso di inferiorità.🙂

    Ma un giorno se vorrò mai uscire dai muri della mia cameretta dovrò dedicarmi più seriamente alla mia voce. O anche per preservarla, per conoscerla, non solo per cantare ma anche per parlare. In realtà lo studio della voce è una cosa che serve a tutti e dovrebbe essere una materia quasi obbligatoria.

    Intanto ti ringrazio per gli stimoli, auguri.

  5. Ma se hai dei difetti di fonazione, come tu stesso asserisci, sei sicuro che non vi sia nulla di patologico? Se non fosse sarebbe inutile l’apporto anche di un foniatra.
    Auguri anche a te.

  6. oddio… non so… spero che non ci sia niente di patologico nei miei difetti e sia semplicemente la mancanza di studio e talento e la naturale conformazione dei miei organi fonatori

    Indagherò.

    Certo che prospettare cose del genere a un ipocondriaco…
    🙂

  7. Accidenti, hai proprio ragione Marco. Con questo post hai messo davvero il dito nella piaga di noi insegnanti di canto. E mi ci metto in prima fila fra quelli che utilizzano solamente pure metafore per condurre l’allievo verso un’emissione per lo meno corretta. E’ una mia mancevolezza non parlare quasi mai da un punto di vista medico di cosa succede “in gola” durante un’emissione.
    Piuttosto mi invento cose assurde (che a volte, con alcuni, funzionano).
    C’è una parte a me completamente oscura di questo lavoro ed è quella che tu demandi ai foniatri, giustamente. E da un lato sono stato “fortunato”: per costruire la mia impostazione ho dovuto correggere un sacco di difetti; difetti che poi ho riscontrato e riscontro spessissimo negli allievi e allora posso fargli seguire la mia strada, adattandola naturalmente al caso.
    Ma a volte mi capita di avanzare con aiuti esterni di otorini e foniatri perchè non comprendo da solo il problema. Una mia carenza. Ma non è forse normale la collaborazione fra “tecnici” e “artisti” (o pesudo artisti come il sottoscritto)?

    Questo tuo post mi fa riflettere non poco. Io non potrò mai essere un medico e un foniatra raramente si troverà di fronte un regista con pretese assurde o un Avalon da impostare sulla propria voce.
    Grazie per questo spunto, spero di riuscire a pensarci come si deve e scriverne qualcosina.

    A presto

    yours

    MAURO

  8. Coniglione, non intendevo spaventarti, ma ti assicuro che un otorino ti può dire più di quello che pensi. E paghi “solo” qualche decina di euro. Io proverei.

  9. Effettivamente leggendo i commenti li ho trovati un pò troppo perentori. Per esempio il mio insegnante di canto, baritono dall’impostazione a mio avviso perfetta, per studiare come si deve, dopo il conservatorio, è andato da un famoso direttore d’orchestra milanese. E quello che ha imparato lì non l’ha trovato in nessun conservatorio che ha frequentato. e ha girato parecchio.
    Io ho girato molto meno, ma quei pochi istituti musicali che ho avuto la (s)ventura di varcarne la soglia, ho trovato parecchia incompetenza. O meglio ho trovato un insegnamento chiuso in sè stesso, non aperto alle novità educative (e qui ci può stare visto che il conservatorio, ahimè, insegna solo una cosa su mille possibili con la propria voce) e soprattutto assolutamente e solamente “pratico”. Carente cioè del fattore tecnico, a quanto pare imprescindibile per ogni insegnante decente.

    Il sottoscritto ha molte, moltissime lacune, alcune veramente vergognose, ma lo sa e sta cercando di forvi rimedio (magari venendo anche ad un tuo futuro incontro, eh?! ^^), ma quello che mi spaventa è la sicurezza di insegnamento che molti ostentano, senza però avere la consapevolezza della propria “ignoranza”, ignoranza che ognuno, chi più chi meno, possiede. Io, come dicevo, in primis.

    Questo discorso è davvero amplissimo e stimolante. Attendo comunque un tuo articolo su questo metodo Vox Mentis per comprenderne se possibile le basi e le differenze rispetto a quello che io definisco metodo classico (alla Juvarra per capirci).

    Buon anno di nuovo e grazie della risposta Marco.

    Yours

    MAURO

  10. Naturalmente non tutto in conservatorio non funziona, anzi! Ho trovato, durante gli studi di armonia, dele splendide realtà, come testimonia ad esempio questo sito: http://www.initlabor.net/ di Joanne Maria Pini. Non centra con il canto è vero, ma spero non risulti comunque spam o troppo OT. MI sembrava una precisazione doverosa.

    Yours

    MAURO

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