Con intelligenza

Alcune considerazioni:

attraverso mio figlio sono venuto a conoscenza di un programma televisivo, X-FACTOR, nel quale se non ho capito male vengono selezionati cantanti e gruppi vocali che in seguito, preparati da dei fantomatici vocal coach, si sfideranno sotto il giudizio del pubblico e di tre esperti (?).

Fra le varie note negative, una mi preme sottolineare. Ho sentito di ragazzi (e genitori) che si sono disperati per non aver passato le prime selezioni, altri, ed è ancora peggio, che si sentivano gratificati solo per essere stati giudicati – negativamente – dalla Ventura.

Altro programma, AMICI, dove spesso le infantili beghe interne tra i maestri giudici si ripercuotono sui poveri ragazzi screditando il loro operato, tutte le loro buone intenzioni e il programma stesso, anche se ormai peggio di così…

Oltre ai litigi, spesso dettati da questioni di orgoglio professionale ferito e grazie ai quali gli allievi passano in secondo piano, ho assistito casualmente a una discussione tra due maestri sul termine convenzionale rotondo, spesso usato nel settore per chiarire… chiarire cosa? Discutete tra voi sulle diverse interpretazioni attribuibili al termine, ma che esempio può essere per chi è lì per imparare e capire? Prima di curare l’interpretazione e altri aspetti certamente non secondari per importanza ma sicuramente per sequenzialità, dovete aver chiaro voi insegnanti ad esempio cos’è un formante, la sua importanza, cosa significa ad esempio arrotondare il suono, ma soprattutto spiegare meccanicamente come si ottiene, quali sono le componenti del vocal tract preposte, fategli analizzare tutti gli spettrogrammi possibili sulle loro varie emissioni, se gli dite che la vocale <a> è troppo indietro dovete spiegar loro empiricamente e meccanicamente che significa e come evitare che ciò accada.

Vorrei dire alcune cose a tutti questi aspiranti cantanti e artisti. Guardate bene chi avete di fronte a giudicarvi; non sempre, ma molto spesso, sono personaggi di dubbia competenza che mascherano la propria presunta professionalità dietro a termini tecnici che non riescono a spiegare, (i soliti avanti, indietro, in maschera, rotondo, chiaro, scuro, etc,) o ad atteggiamenti e look particolari. E non confondete lo spettacolo televisivo con l’arte dell’emissione vocale. Intendo dire che indubbiamente una piccola dose di egocentrismo la possediamo tutti, a tal punto che molti pur di apparire in qualche talk-shaw sono disposti a farsi ascoltare e giudicare da gente tipo la giuria di qualità del Festival di San Remo. E ci rimanete pure male se l’esito è negativo.

Bisogna anche capire quali possono essere le esigenze di un programma; se vi scartano probabilmente non significa che non sappiate cantare o che non possiedate delle qualità. Semplicemente cercano artisti con caratteristiche diverse, non migliori delle vostre.

Se volete un giudizio quanto piu’ possibile obiettivo e oggettivo andate da veri professionisti del settore, e se l’avete già fatto e comunque volete apparire in TV e sapete che l’unico modo è farsi ascoltare da certi personaggi, bene, ma allora non ha alcun senso soffrire per un giudizio negativo, mandate giu’, tornate a casa, e continuate a perseguire il vostro sogno, diritto sacrosanto, ma con intelligenza.

2 thoughts on “Con intelligenza”

  1. ti sconsiglio perciò la visione del più recente UNA CANZONE PER TE su rai1 al sabato sera,conduce Antonella Clerici.Della serie:ma ce li hanno i parenti quei bambini?

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