Formante del cantante 1

 

formante = concentrazione di energia acustica in una certa banda frequenziale

Identificativi di un timbro sono i primi 2 formanti e la loro variazione in ampiezza e in frequenza ci dà la varietà vocalica.

formanti_aeiou.jpg

ora mi pongo 2 domande:

  • perchè quando ascolto un cantante posso distinguere immediatamente se sta cantando “alla Pavarotti-Bocelli”?
  • perchè quando assisto a un concerto in cui la voce non sia amplificata (generalmente nel repertorio classico o lirico) posso avere la sensazione che il cantante invece lo sia, dato che mi trovo molto distante dal palco, magari l’orchestra sta suonando fff, eppure riesco a percepire la sua voce?

Gli studi di Johan Sundberg hanno portato alla scoperta di un particolare formante, l’ EXTRA FORMANT, in quanto sito costantemente in quella banda frequenziale che va da circa 2500 a circa 3500 Hz e, aspetto particolare, a prescindere dalla vocale emessa.

Aspetto particolare perchè sappiamo che ognuna delle 7 vocali della lingua italiana contiene una precisa disposizione formantica.

italia.gif

Ovvero ogni vocale possiede una sua precisa struttura formantica variabile (vedi prima immagine), eppure l’extra formante si situerà sempre tra i 2500 e i 3500 Hz.

Acusticamente corrisponde a una specie di ronzio.

Vi descrivo l’esperimento:

  1. registro col PC un segnale audio vocale di un cantante lirico di qualche secondo su frequenza X con vocale ad esempio < O >
  2. con software apposito calcolo l’FFT (scomposizione del suono registrato nelle sue componenti armoniche)

analisi:

  • a sin noto il picco del 1° form, (notare come la 2° componente armonica sia di intensità più che doppia rispetto alla 1° (F0);
  • verso dx incontro il 2° form. che , trattandosi della vocale < O > si posizionerà sui 1000 Hz,
  • poi attorno ai 2500/3000 hz noto un formante di ampiezza molto sigificativa, il nostro EXTRA Formante. Non può essere il 3°, non di questa intensità.

bjorlingc.png

Jussi Bjorling – Una furtiva lacrima – Do acuto

 

  • con un filtro a reiezione di banda (lascia passare le frequenze che si trovano al di sotto e al di sopra di un intervallo, eliminando tutte quelle che sono comprese nell’intervallo stesso da me prestabilito), o ancor meglio con un equalizzatore grafico, comincio ad abbassare progressivamente il volume dell’extra formante

risultato:

  • il segnale vocale risultante corrisponde ovviamente alla stessa nota-frequenza, ma da suono tipicamente lirico si è trasformato in suono dal timbro non impostato.

bjorlingcsenza.png

smorzamento dell’intensità dell’extra formante

 

A questo punto se con un filtro passa banda (lascia passare inalterate tutte le frequenze il cui valore è entro un determinato intervallo eliminando quelle al di sopra e al di sotto della banda da me prestabilita) isolassi questo formante dal segnale originario, sentirei un bel ronzio, con una frequenza abbastanza identificabile e molto simile al frinire delle cicale.

Quindi questo ronzio determina la differenza differenza tra la vocalità lirica e non. E non solo; dato che l’estensione di un’orchestra di stampo operistico arriva mediamente verso gli acuti attorno ai 2500 hz, sviluppando l’ampiezza di questo formante (2500/3500 hz) il cantante d’opera ha la possibilità finalmente di farsi udire, sviluppando così la sua portanza vocale.

Dal punto di vista fisiologico, tutto ciò è strettamente legato al concetto di copertura (registro secondario):

  • abbassamento della laringe (pianto)
  • abbassamento della mandibola
  • abbassamento della base linguale
  • elevazione del velo palatino

Didatticamente se ne vide la necessità per rendere fluido il passaggio dal registro medio grave verso quello acuto, mentre esteticamente se ne vide la necessità agli inizi dell’800, quando gli organici orchestrali per esigenze compositive iniziavano ad aumentare, e con essi il volume sonoro (dB) e la banda frequenziale (Hz).

Ecco quindi la necessità di creare una nuova modalità di emissione vocale che potesse competere con il nuovo suono orchestrale, che spesso copriva letteralmente l’intensità del suono-vocale.

Questa concentrazione, ovvero l’aumento di volume di questa banda/formante conduce:

  • alla caratterizzazione della vocalità lirica (assieme ad altri fattori)
  • all’aumento della portanza, la voce corre più lontano
  • emesso contemporaneamente ad altri strumenti acustici, il suono vocale risulterà ben evidente

Sia chiaro, è molto riduttivo alquanto apparentemente banale mettere in atto queste azioni: piango, abbasso la laringe, alzo il velo palatino, abbasso la base della lingua, …

Tutto fa sempre parte di un meccanismo, di un equilibrio tra varie componenti, del rapporto tra diversi e simultanei atteggiamenti fisici e mentali – teoria dell’uovo.

 

5 thoughts on “Formante del cantante 1”

  1. Nelle due analisi dello spettro raffigurate ho preso in esame la voce del tenore Jussi Bjorling, considerato l’artista che forse più di ogni altro mise in evidenza – inconsapevolmente – questo formante. Non a caso la sensazione che la sua voce offre all’ascolto è quella di “ferraglia in bocca”.

  2. solo dire che di solito formante si usa al femminile,
    la formante

    che pensi del singing power ratio?
    lo conosci?
    lo usi?

  3. Si, uno dei nuovi parametri di analisi e valutazione della portanza e ricchezza armonica vocale, versatile strategia adattabile genericamente a qualsiasi tipo di genere vocale, provvisto o meno dell’extra formante.

  4. utilissimo questo post, grazie.
    vorrei riferire che nello schema di apertura e chiusura delle vocali, MODO e MONDO sono invertite, la prima O di MODO è aperta, la seconda è chiusa e in MONDO entrambe le O sono chiuse.

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