Partiture visive in divenire

Patrizio Ligabue

Live Solo

Undici brani (6 con 6 diversi didjeridoo, 2 con le koncovka, 1 con la fujara, 1 con la dan-moi vietnamita e armonici vocali e 1 con solo voce difonica) per circa un ora e mezza di musica.

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Sensazione di consonanza

Spesso ripenso alla geniale intuizione musicale di John Williams quando gli chiesero di comporre la colonna sonora del film di fantascienza Close encounters of the third kind, e mi riferisco in particolare al famoso motivetto che nel movie funge da anello di contatto tra la nostra civiltà e quella aliena.

Eccolo qui.

Un motivetto melodico che dovesse rappresentare simbolicamente qualcosa di cosmico, con una forte presunzione di codificabilità universale, insomma semplice, puro, chiaro e orecchiabile.

Secondo me Williams ha compiuto un’azione esemplare, anche se concettualmente semplice:

 

incontriravv.jpg

 

 

Tutte le note, a parte la prima che a mio giudizio ha un suo motivo d’essere di tipo diverso, corrispondono ai primi componenti armonici di una frequenza F, in questo caso la nota Do.

armonici.jpg

 

Williams potrebbe aver volutamente tralasciato F1 in quanto doppione di F2, e quindi inutile ai fini dell’obiettivo.

La prima nota Re non è altro che un trampolino di lancio di tipo tensivo, e secondo me non è un caso che sia proprio quella che si posiziona tra la seconda Mi e la terza Do; considerando anche il fatto che armonicamente sottintende una cadenza perfetta V – I, potendo risolvere sia alla mediante Mi sia alla tonica Do:

cadperf1.jpg cadperf2.jpg

Credo che la sensazione di consonanza che codifichiamo come tale sia dovuta anche a questo fattore di appartenenza armonica: potrebbero essere proprio gli intervalli di 3° (o 10°) e 5°, (F5 e F3 nella sequenza degli armonici) che nell’armonia classica formano con la tonica quella che viene definita

triade maggiore

a donarci questa sensazione di benessere acustico, al di là di questioni e problematiche timbriche.

E dubito possa trattarsi di un fatto puramente educativo-culturale.

Sfiderei chiunque a dire che questo evento sonoro non sia gradevole, rilassante, piacevole e consonante, in qualsiasi angolo del pianeta. E’ un suono sintetico formato da Do-Sol-Mi (F2-F3-F5), e se avessi aggiunto il Do all’ottava superiore, F4, non avrei che rafforzato la sensazione di consonanza.

Questo è lo stesso accordo eseguito da voce umana vera (ho abbassato il pitch originale) che ho utilizzato anche per la stesura di Vox Auris ½ , a voi capire se eseguito da tre voci diverse, basso, tenore e controtenore, o se ho preso un unico suono emesso da un basso e l’ho filtrato leggermente per farvi risaltare gli armonici F2, F3 e F5.

Sostanzialmente ritengo che tale sensazione sia riconducibile al fatto che ogni suono (armonico) contenga esso stesso degli intervalli tra componenti armoniche che noi percepiamo come consonanti e piacevoli una volta isolati dal contesto.

Provocazione, due esempi, ma ve ne sono a centinaia: ascoltiamo solamente i primi secondi della splendida Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt (F3, F4 e F5), o i primi secondi di Chume, chum… dai Carmina Burana di Orff (gli accordi contengono tutte le note del motivetto di Williams!); credo che lo stato di serenità sia dovuto solo in parte all’andamento tranquillo e lento dei brani.

 

 

 

Throat Singing, il potere di guarigione dei suoni

Certo è che se secondo le teorie di Emoto il suono ha il potere di mutare i cristalli d’acqua, della quale gli esseri viventi sono principalmente costituiti, non vi sarebbero dubbi sull’enorme potenziale terapeutico che esso possiede.

clipped from www.voiceart.net

 

Jonathan Goldman
IL POTERE DI GUARIGIONE DEI SUONI
edizioni Il punto d’incontro
Come utilizzare le armoniche vocali per creare equilibrio, armonia e salute

Ogni suono esercita un’azione su di noi a tutti i livelli: fisico, emotivo, mentale e spirituale, con effetti a volte sorprendenti. Gli armonici sono i suoni più puri; esaminandoli sia dal punto di vista scientifico che alla luce delle diverse tradizioni spirituali, scopriamo come trarre beneficio dal loro potere di guarigione e di trasformazione nella nostra vita di tutti i giorni. Il concetto di guarigione attraverso la musica è molto antico; le tradizioni iniziatiche dell’Egitto, della Grecia e dell’antica Roma avevano compreso che la vibrazione è la forza fondamentale dell’universo e svilupparono dei canti specifici per guarire e accedere a stati alterati di coscienza. La comprensione spirituale della musica si estende alle tradizioni indù e tibetana, che hanno generato i mantra e i canti ipertoni, noti anche come armoniche vocali. Chiare istruzioni illustrano la corretta esecuzione degli ipertoni e alcuni esercizi pratici indicano come utilizzare i suoni nel processo di guarigione e nella meditazione.

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metronomo e diapason online

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Idea carina, non so quanto utile.

Emusicinstitute, produttrice di metronomi, ha realizzato questa free version. Tre diverse skin, range 40/208 e niente fronzoli inutili.

Si clicca direttamente sui pallini gialli corrispondenti alla frequenza impulsiva desiderata.

Prevede anche un generatore audio fissato a 440 Hz.

Personalmente ho sempre usato diapason meccanici, e mi ha stupito la differenza acustica tra le due versioni.

Il diapason meccanico emette una frequenza di 440 Hz di semplice forma sinusoidale.

Nato agli inizi del ‘700, sembra che il primo a utilizzarlo fosse stato Haendel, e solamente algli inizi dell’800 venne impiegato per l’accordatura degli strumenti.

 

 

 

Questa è una rappresentazione sommaria di ciò che dovrebbe succedere durante la vibrazione:

Lo ascoltiamo qui.

Avete appena ascoltato il mio diapason. Avendo più di 25 anni di vita la sua frequenza è scesa da 440 a 438 Hz, probabilmente per deterioramento metallico.

 

Con un ascolto attento notiamo che il suono contiene anche uno zzinnnnn (circa 9560 Hz, ovvero vicino ma NON corrispondente al 22° armonico) della durata di qualche secondo, dato dall’impatto percussivo originario.

Questo è l’unico elemento <disturbatore> che percepiamo, in quanto ve ne sono altri a noi impercettibili, ma che contribuiscono a formare ciò che in effetti sentiamo:

  • una frequenza a 2792 Hz
  • una frequenza a 876 Hz, ovvero 438*2, ovvero esattamente l’ottava sopra

spettromecc1.png

Ora proviamo un esperimento acustico:

ascolterete in un unico file lo stesso diapason di prima accorciato e ripetuto più volte, prima nella sua integrità timbrica, poi privato dello ziinn, poi privato anche dei 2792 Hz e poi della seconda componente armonica, fino a rimanere con la fondamentale sinusoidale pura; subito dopo il procedimento inverso, man mano aggiungendo le componenti una a una.

Inutile dire che si necessita di buone cuffie.

Ecco il file audio in questione.

Ora eccovi solo le frequenze omesse, ovvero :

  • prima lo ziinnn a 9650 Hz (2 volte)
  • poi i 2792 Hz (2 volte)
  • quindi il 2° armonico a 876 Hz (2 volte)
  • poi la Fo (frequenza fondamentale o 1° componente armonico) a 438 Hz (2 volte)
  • per concludere con l’onda integra – la somma di tutto (1 volta)

Il diapason digitale emette invece questo suono (440 Hz), e lo spettro ne evidenzia la particolare sequenza degli armonici:

diapasondigitspettro.png

Da notare il buco tra i 4000 e i 7000 Hz, in ogni caso la sensazione timbrica ci viene fornita dai primi 9 armonici, come si può notare anche da quest’immagine:

diapasondigitanalisispettro.png

Nel seguente video che ho realizzato cerco di farvi “sentire”

  • prima tutte le frequenze da 7000 Hz in su, praticamente un sibilo sottilissimo e quasi inavvertibile,
  • poi distintamente i primi 6 armonici, dal più grave (440 Hz) al più acuto (2640)

Ovviamente gli armonici sono tutte onde sinusoidali, ed è sorprendente come il loro rapporto d’intensità contribuisca a mutare il timbro.

 

 

 

Super Kid

Segnalato da Stero.

Una versione dell’aria della Regina della Notte dal Flauto Magico di Mozart in versione bimbo-primaopoi-ti-saltano-le-cordine .

E’ interessante notare come gli spettrogrammi dei tre “Hört” finali emesse dal bimbo (rispettivamente Re5, Fa5 e Sib5) confermino la coincidenza del 1° formante con il 1° componente armonico, aspetto tipico della struttura formantica del soprano lirico:

regina-della-notte.png

 

 

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Ciò spiega il motivo per cui la sensazione all’ascolto è quella di un timbro squillante e brillante ma vuoto, poco timbrato.