Errore di stampa

Trovato su un quotidiano:

Impostazione vocale e miglioramento della voce attraverso il canto e la respirazione; per chi vuole cantare e per chi ricorre all’uso eccessivo della voce parlata. Tutte le età. Insegnante diplomada (è scritto proprio così) in canto lirico. Anche a domicilio. Tel….

Ora, risulta evidente l’errore di stampa, che però può essere corretto in due modi originando due significati diversi:

diplomanda e diplomata.

Attenzione, si offrono lezioni di canto anche con supporto di igiene preventivo (…per chi ricorre all’uso eccessivo della voce parlata…), il che presuppone la conoscenza da parte dell’insegnante quantomeno di nozioni foniatriche o logopediche. Potrebbe essere, perchè no. Ma allora andava inserito.

Vediamo il primo caso. L’attributo diplomanda giocherebbe in netto ed evidente sfavore nel tentativo di procacciarsi qualche allievo, meglio non mettere nulla, il potenziale allievo verificherà di persona le presunte competenze.

Il secondo caso, insegnante diplomata, sembrerebbe meno preoccupante, ma mi lascia comunque perplesso; non mi risulta che il diploma di canto conseguito nei conservatori italiani certifichi chissà quale conoscenza della fisiologia e della didattica vocale.

I bravi insegnanti a loro tempo si saranno rimboccati le maniche, avranno frequentato seminari e corsi privati, tenuti da esperti foniatri e via dicendo, ma a prescindere dal possesso del diploma di canto.

Non a caso uno dei massimi esperti a livello internazionale sulle pratiche vocali ed interpretative è un antropologo.

E’ probabile che il mittente dell’annuncio sia didatticamente preparato, dico solo che l’evidenziare il possesso di un diploma di canto lirico di certo non lo certifica. Non è sufficiente ed anzi potrebbe essere motivo di rinuncia da parte di potenziali allievi.

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Fidarsi?

Nel corso degli anni ho avuto l’occasione di conoscere professionalmente molti

insegnanti di canto

italiani e stranieri.

Ed ovviamente mi sono fatto una mia idea sulla didattica dell’emissione vocale:

vi sono tanti metodi di canto quanti sono gli insegnanti di canto

Non credo di esagerare, è vero che le scuole di pensiero non sono moltissime (per fortuna, altrimenti sai che guaio), ma ogni didatta integra mediante le proprie esperienze e conoscenze acquisite.

In qualsiasi disciplina è fondamentale avere qualcuno che ti comunica il suo sapere, che non è mai assoluto, affinchè ce ne si appropri, lo si faccia proprio. Credo che tramandare il sapere sia qualcosa di sacro, un’arte difficile quanto necessaria per apprendere.

Tempo fa trovai una notizia in rete per me alquanto allarmante:

qualcuno aveva deciso di stilare una classifica delle scuole di canto italiane in base alla loro affidabilità.

Ora, anche se prendessimo in esame solamente un campione costituito da un centinaio di scuole, quanto tempo occorrerebbe per testarle?

Io parto dal presupposto che per verificare l’efficacia o attendibilità di un insegnante non posso assistere solamente ad una o due sue lezioni, nè tantomeno verificare le sue cognizioni chiedendogli se conosce il ruolo delle aritenoidi o della formante alta di canto.

Non solo, ma parliamo di scuole di canto lirico o “moderno”?

Se mi chiedessero di effettuare tale indagine (rifiuterei, ma se dovessi …) credo che sarebbe per me necessario partecipare alla vita didattica di ogni insegnante, assistere a molte sue lezioni, dovremmo confrontarci per verificare le rispettive conoscenze, tramandarci a vicenda il proprio sapere. In termini di tempo penso che occorrerebbe qualche mesetto.

Per 1 insegnante.

Me ne rimangono altri 99.

Ok, potrei farmi aiutare da molti assistenti-collaboratori, ma sono sicuro che non saremmo in grado di mantenere i medesimi criteri di valutazione.

Insomma, mi sembra un’indagine improponibile in quanto irrealizzabile in tempi brevi, e proprio perchè poco obiettiva nella sua classifica finale, deleteria per l’arte del canto stesso.

Trovo che l’unico modo per verificare la validità di un insegnante sia quello di provare sulla propria voce, con tutti i rischi che ne conseguono, è ovvio (soprattutto fisiologici ed economici).

Ma con un pò di:

  • intelligenza = non badare a frasi del tipo “ho sentito dire che quell’insegnante non sa …”
  • accortezza = sapersi ascoltare e avvertire quando qualcosa non va
  • buon senso = essere curiosi e chiedere sempre spiegazioni

si può arrivare al più sacrosanto obiettivo per uno studente.

FIDARSI

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