S.N.O.W

S.N.O.W. – Sound, Noise & Other Waves – è il nome ufficiale del duo strumentale costituito da:

Federico Mosconi: electric guitar, sound effect processing
Mauro Graziani: Max/MSP laptop, keyboard

snow.png

Da qualche giorno è reperibile il loro primo CD-audio virtuale proprio qui.

Non è facile definire l’ambito musicale e sonoro in cui operano, nel senso che non sono riconducibili a nessun altro stile o artista, ed è ovviamente un complimento.

Secondo me i due aspetti più interessanti sono l’utilizzo della chitarra elettrica, raramente utilizzata in ambito colto-elettroacustico – a parte gli antichi sperimentalismi di Fred Frith e qualche altro – e l’elaborazione praticamente estemporanea e in tempo reale operata grazie al Max/MSP di Graziani e agli effetti digitali di Mosconi.

Cliccando sulle lettere S. e W. oppure su N. e O. apriremo rispettivamente una sorta di concept-cover in stile Max-patch parzialmente interagibile – le frecce colorate a mò di PLAY (probabilmente è una delle patch utilizzate in qualche composizione, si intravvedono banchi di filtri, delay e altre belle cosette) – e una pagina con pensiero artistico del duo ed elenco dei sei brani, per ora ascoltabili esclusivamente in streaming, e dei quali preferisco And then the rain.

Ribadisco una loro raccomandazione, evitate la diffusione con componenti di scarsa qualità.

Advertisements

Anni ’80

In questi giorni ho traslocato.

Unica nota negativa, la mia assenza dal blog, non che prima fossi molto più presente…

Tra gli aspetti positivi, oltre l’aver abbandonato lo smog cittadino e l’inquinamento acustico, mi ha reso felice ritrovare in mezzo a scatoloni vari alcune bobine e nastri di mie incisioni audio degli anni ’80, quando studiavo musica elettronica.

E non le avevo più ascoltate da allora.

Devo trovare qualcuno con un Teac per i bobinoni.

Ho invece ascoltato una cassetta con esperimenti che effettuavo con un campionatore Akai,

una Yamaha DX7 esclusivamente come master keyboard,

un Yamaha CX5 per il sequencing,

un rack rev yamaha digitale di cui non ricordo la serie, un Mac 512 (per farci cosa? mah..),

un Arp 2500,

e un TEAC a 4 piste,

 

all’epoca tutti strumenti in dotazione presso l’aula di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica di Padova; mica male, per essere un corso di musica straordinario.

Mi sono reso conto ancor di più di come il progresso audio-tech abbia influenzato il mio modo di comporre musica elettroacustica – oggi lavoro esclusivamente con campioni vocali, un pc e un software di audio editing. Ho inserito queste apparentemente inutili immagini in onore dei tempi andati e per evidenziare la mastodontica differenza di mezzi tra gli strumenti utilizzati e che utilizzo.

Durante l’ascolto mi è tornata in mente quella tragica sera della strage calcistica allo stadio Heysel del 1985. Mentre delle persone perdevano la vita (lo seppi ovviamente dopo) io stavo eseguendo ad un saggio una mia composizione per pianoforte e nastro magnetico.

Alle sonorità del nastro sovrapposi una totale improvvisazione su uno Stainway gran coda, strumento che in vita mia, pur essendo studente di pianoforte, avevo solamente osservato da lontano con una buona dose di timore.

Bella emozione, avere il mitico Stainway gran coda sotto le dita non per eseguire Chopin o Mozart ma qualcosa di non ancora deciso.

Grazie Alfonso.

Grazie Mauro.

A breve una pagina di audio-ascolti.