Björling e Warren

Ho sempre considerato il tenore svedese Jussi Björling e il baritono americano Leonard Warren due tra i massimi esponenti nei rispettivi ruoli vocali.

 

 

Entrambi nati e deceduti negli stessi anni (1911-1960), sono rapportabili artisticamente dal particolare tipo di emissione timbrico-vocale che li ha sempre contraddistinti.

Sono coloro che maggiormente hanno caratterizzato il proprio timbro vocale grazie allo sviluppo dell’extra formante di canto. Sia chiaro che tale aspetto non sempre è sinonimo di qualità – la voce di Bjorling a più di qualcuno risulta sgradevole ed eccessivamente metallica – ma sappiamo bene che in ambito operistico ciò che costituisce un artista completo è l’insieme di più fattori, presenza scenica, fraseggio, padronanza tecnica, spessore caratteriale, struttura timbrica, …

Quale migliore occasione per ascoltarli in una medesima produzione, una splendida edizione di Tosca del 1957 diretta da Leinsdorf (RCA Victor). Qui i due offrono un’interpretazione secondo me eccelsa, con un Warren-Scarpia stratosferico e un Björling-Cavaradossi fino a oggi insuperabile. Ma è solamente una mia opinione.

Per Bjorling ho preso due esempi tratti dall’aria “Una furtiva lagrima” di Donizetti, estrapolando due vocali, <a> ed <e> su tessitura media e mettendole in loop.

Partiamo con la vocale <e>:

Le bande colorate verticali rappresentano i componenti armonici, da sinistra a destra, e la loro intensità viene indicata dal colore:

  • blu=bassa
  • gialloverde=media
  • rosso=alta

Constatiamo subito come il 2° armonico (rosso) sia di intensità superiore rispetto al 1° (blu), una delle caratteristiche che differienziano le voci maschili e i contralti dai soprani, nelle quali avviene l’opposto.

Buona presenza per il 4° e 5°, che costituiscono F2 (2° formante) e poi finalmente troviamo quella banda estesa di intensità medio-alta che costituisce l’extra formante (in questo caso da 7° al 10° armonico), il metallo tipico del timbro di Bjorling.

Analogo esempio sulla vocale <a>:

Qui troviamo ben evidenti gli armonici 2, 3 e 4, mentre notiamo un buco tra il 5°e l’8° per poi incontrare l’extra formante.

Passiamo a Warren, ecco lo spettrogramma sulla frase “Un tal baccano in chiesa” – Tosca – con loop sull’ultima vocale <a>:

Qui le cose si complicano, abbiamo 5 delle 7 vocali della lingua italiana, Un tAl baccanO In chiEsa, e in effetti si notano le diverse disposizioni dei colori delle serpentine degli armonici.

In ogni caso la banda relativa all’extra formante è sempre presente, e questa è la sua caratteristica, a prescindere dalla vocale emessa.

Vi sarebbero molte altre considerazioni, ma lascio a voi l’onere, se volete inseritele nei commenti.

A proposito, la visualizzazione a serpentina degli armonici è dovuta al vibrato in frequenza.

 

 

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Sempre peggio

Io sono al computer.
Mia moglie accende la TV.

Famoso teatro d’opera, famoso direttore, cast tutto francese, e di buon livello generale, in scena un’opera famosa di repertorio.

E mentre sbrigo le mie faccende, ascolto.

Mi colpisce il soprano che interpreta un ruolo secondario, canta bene, nel senso che è ben intonata, filati di ottima fattura, timbro omogeneo e curato in tutta l’estensione, la respirazione sembra ben controllata, vibrato morbido e … naturale?

Mi chiama mia moglie, anch’essa soprano: “ma come canta questa?!”

In effetti non credo alle mie orecchie e ai miei occhi, un vibrato così apparentemente naturale emesso con un mezzo così artificiale… possibile che io mi sia fatto ingannare?

Labbra che si protendono e arretrano con movimenti rapidi atti a simulare un vibrato di ampiezza e di frequenza pressochè perfetto.

Acusticamente piacevole, visivamente ridicolo, didatticamente terrificante.

E siamo in un teatro di tradizione, e c’è una ripresa video internazionale.

Il vibrato vocale è naturale in quanto prodotto naturalmente dal processo di fonazione.

Questo è il meccanismo:

  • aumento della pressione sottoglottica
  • allungamento della trachea
  • innalzamento laringeo
  • inclinamento della cartilagine tiroide
  • stiramento delle pieghe vocali
  • alterazione della frequenza

Al ritorno il procedimento si inverte, diminuzione della pressione, la laringe si abbassa, …

praticamente, come lo definisce l’amico Mauro Uberti, è un meccanismo di tipo meccanico-pneumatico.

inclinazione-periodica-nel-vibrato.jpg

CT=cart. tiroide CA=aritenoidi CC=cart. cricoide MST=muscoli sterno-tiroidei

E qui torniamo ad un recente mio commento sul rapporto EFFICIENZA-EFFICACIA delineato anche da Fussi:

distinguiamo subito EFFICIENZA vocale da EFFICACIA vocale:

una voce EFFICIENTE prevede il totale controllo fisiologico di tutto l’apparato per raggiungere in modo ADEGUATO lo scopo, es. parlare un’ora in una grande sala senza ampl, cantare lirica in un palco cercando di far “correre” la voce, essere intellegibili, etc = corretta gestione del meccanismo di fonazione

una voce risulta EFFICACE quando l’apparato si adopera per raggiungere lo scopo. In QUALSIASI modo = mancanza di coordinamenti pneumofonici (rapporto aria/voce) con conseguente danno

quando per qualsiasi motivo viene a mancare l’EFFICIENZA si passa all’EFFICACIA con conseguenti comportamenti abusivi

Come disse Stockhausen qualche decennio fa, ma vale ancora oggi, al produttore, al direttore artistico, all’impresario, non interessa la qualità, interessa un prodotto commercialmente vendibile che crei audience.

Consapevoli ed ammareggiati (soprattutto mia moglie, “intanto lei è lì che canta”) di aver ricevuto ulteriore conferma della sempre più drastica discesa del livello artistico lirico generale, abbiamo spento la TV.

Sana devianza

Anna Schoff è un soprano lirico americano tuttora in attività nel suo paese e nei maggiori teatri europei.

Girovagando in rete ho scoperto un suo interesse per la composizione vocale sperimentale, coadiuvata dal marito, anch’egli celebre artista lirico, che si cimenta però nel supporto audio-elettronico.

Ho trovato interessanti:

Ciò che più mi ha colpito è il fatto che siano artisti provenienti dalla cultura lirica.

Il mio stupore è dato dalla convinzione abbastanza comune che la categoria dell’artista lirico spesso assuma connotazioni da circolo elittario; sovente ho sentito affermazioni allucinanti da artisti di fama, del tipo

  • oltre la lirica, il vuoto
  • la vocalità lirica è quella pura, naturale, l’unica!
  • si canta solo in un modo, il nostro
  • vocalità barocca? Arrghh! …Ma cos’è?
  • canto degli armonici? Idem
  • la musica contemporanea si ferma a Puccini, Ravel e Shostakovich

Colpa, perchè colpa è, di una certa mentalità didattica manieristica inculcata da taluni insegnanti ottusi che badano a formare più l’esteriorità che il contenuto, restringendo sempre più nell’apprendista l’angolo di visuale della realtà (anche storica) dello sviluppo musicale.

Quindi per me ben vengano queste sanissime devianze.